Il riarrangiamento (work in progress series)

Maggio 21, 2021

Prima di parlarti dell’argomento di oggi, ovvero il riarrangiamento, voglio soffermarmi sul titolo di questa nuova serie di articoli dedicati al lavoro che non si vede.

Perché “work in progress”?

Ho deciso di battezzare questi nuovi articoli “work in progress” perché una caratteristica fondamentale dei processi di cui parleremo è quella di essere in costante evoluzione e cambiamento in sintonia con noi.
Oggi parleremo di una parte fondamentale del nostro lavoro di routine per quanto riguarda il repertorio di cover. Si tratta del riarrangiamento. 

Facciamo un passo indietro: cos’è l’arrangiamento?

“Con arrangiamento, in musica, si indica il lavoro di organizzazione strumentale e strutturale di una data composizione (che può essere costituita da un semplice tema accompagnato da una sequenza di accordi, o da un brano già arrangiato), allo scopo che essa suoni secondo la forma musicale desiderata.” (Wikipedia)

L’arrangiamento è un passaggio fondamentale della creazione di un brano originale. Il lavoro dell’arrangiatore permette di rendere chiara e ben strutturata l’idea alla base del pezzo e, inoltre, di dare risalto a tutti gli strumenti coinvolti, primo fra tutti la voce solista.

Quindi cosa s’intende per riarrangiamento?

Il riarrangiamento è la rielaborazione di un pezzo in termini di tempo, feel (o mood, ovvero l’atmosfera del pezzo) e tonalità per produrne una versione nuova e originale. Qualsiasi formazione proponga brani non propri, può decidere di farlo restando il più aderente possibile alla versione originale per darne un’interpretazione fedele. Oppure, al contrario, può scegliere la via del riarrangiamento per fare proprio il pezzo e darne un’interpretazione personale. 

I livelli di lettura di un brano musicale

Ogni brano ha due livelli di lettura che si intrecciano: quello prettamente musicale (costituito da melodia e armonia) e quello testuale e linguistico (legato al testo nel suo significato letterale e simbolico). Il piano musicale ci guida nell’atmosfera e nel mood del testo in armonia con esso o contrapponendosi al significato delle parole per creare un senso di straniamento e dissociazione tipico di alcuni temi (ansia, ricordi dolorosi, traumi). Quest’ultima è anche una caratteristica distintiva di alcuni generi musicali (per es. la bossanova), in cui sensazioni contrastanti convivono e creano una commistione peculiare.

Un messaggio multidimensionale

Un brano musicale trasmette, quindi, il suo messaggio su più livelli, ed è godibile anche se  non conosciamo la lingua in cui è scritto. È quello che accade coi tormentoni in lingue straniere: il lavoro a livello di struttura e armonia del pezzo porta a un risultato così ben congegnato e orecchiabile che, nonostante non si capisca il significato del testo, il messaggio di gioia, entusiasmo ed energia arriva comunque. 

L’ascoltatore, ovvero la “quarta parete” in musica

L’ascoltatore partecipa attivamente alla co-creazione del brano. La cosiddetta “quarta parete” del teatro (per saperne di più qui), che rappresenta la linea di demarcazione tra ciò che è reale (rappresentato dal pubblico che sta oltre la quarta parete appunto) e ciò che è finzione scenica, in musica è sempre permeabile. L’ascoltatore sovrappone al brano il proprio sguardo e il proprio mondo esperienziale, collegandolo a un ricordo, una persona, una stagione della propria vita. Non è nemmeno detto, per giunta, che questo livello di lettura sia necessariamente e totalmente sovrapponibile a quello musicale e testuale. La tempesta perfetta, insomma!

Il riarrangiamento nella pratica

Quando si riarrangia un brano si agisce in parte come ascoltatori e vi si connette il proprio vissuto, lo si filtra attraverso il proprio sguardo. Poi, però, si fa un passo oltre: si trasportano le proprie sensazioni nel mondo del pezzo anche a livello strutturale. Si lavora sulla tonalità del pezzo, sul tempo, sull’intenzione in modo che incarnino queste nostre sensazioni. Si può decidere di sottolineare alcuni elementi (musicali o testuali) portandoli in primo piano e spostandone in secondo piano altri, si interpreta il testo con la propria sensibilità e si costruisce su queste basi una nuova versione del brano originale. Se ben riuscito, un riarrangiamento è un brano diverso dall’originale. 

Come lavoriamo noi a partire dal testo

Come avrai capito, noi amiamo riarrangiare i brani mettendo del nostro nel processo. Il nostro repertorio è un mix di generi che fanno parte del nostro background di appassionati di musica e il filo rosso che li lega è appunto il nostro modo di guardare il pezzo con occhi nuovi. Proponiamo spesso versioni molto diverse dall’originale a partire dalla sensazione che un brano ci trasmette, prima di tutto a livello di testo. La lettura del testo e il suo studio parlano al nostro vissuto e tirano fuori qualcosa di particolare, un’impressione impalpabile. Quest’impressione può prendere la forma di un cambio di tempo (un brano molto ritmato e veloce che diventa una ballad), di un cambio di mood (un brano disco anni ’70 che diventa una bossanova) oppure è l’esplorazione di melodia e armonia attraverso i nostri strumenti che ci indica la strada (un brano complesso arrangiato per una band completa diventa un brano acustico per sola chitarra e voce). 

In conclusione… la prova dell’ascolto!

Non potevo non concludere questo articolo con un video a tema!
Ti propongo, quindi, di ascoltare questo piccolo medley di brani riarrangiati nel nostro stile alla luce di quanto detto. Ti linko di seguito anche i brani originali su Spotify per farti capire meglio come abbiamo lavorato sull’originale per arrivare alla nostra versione.

Enjoy! (E, se ti va, scrivici per farci sapere cosa ne pensi!)

Se vuoi saperne di più sui servizi per portare la nostra musica nel tuo evento o a casa tua, puoi andare a sbirciare qui.

Qui di seguito i titoli dei brani che trovi nel nostro medley.
Cliccando sul titolo, potrai ascoltare la versione originale dei pezzi su Spotify:

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