Musica e ricordo: il progetto di Istantanee musicali

Ottobre 29, 2020
© Agnese Spina Imagery

A che serve il passare dei giorni se non si ricordano? – Cesare Pavese

Sono da sempre affascinata dalla capacità della mente di richiamare alla memoria attraverso il ricordo un istante della nostra vita, un’immagine, un gesto… Spesso, mentre stiamo facendo tutt’altro, basta uno stimolo sensoriale – un profumo, un’immagine, un suono – per tirare il filo legato a un ricordo e, in un istante, il nostro cervello ci trasporta in una dimensione spazio-temporale diversa, che ci assorbe e ci immerge nelle sensazioni di un momento chiave del nostro passato.

Si può dire che siamo la somma dei nostri ricordi che, come mattoni, costruiscono negli anni la nostra personale narrativa. La nostra storia è costellata di momenti che sono come istantanee in un album, sulle quali possiamo far scorrere lo sguardo per ricordarci cosa ci ha reso quello che siamo.

Come spiega Giulio Maira nel libro “Il cervello è più grande del cielo” (se non l’hai letto, te lo consiglio caldamente!): “Gli eventi che colpiscono l’amigdala per il loro contenuto emotivo, s’imprimono nella memoria; noi memorizziamo meglio quando qualcosa ci emoziona.” Ed è proprio così naturalmente: più un’esperienza suscita in noi emozioni intense e profonde, più rimarrà impressa nella nostra memoria e nelle reti neurali che costituiscono il nostro cervello ed entrerà a far parte di noi e della nostra storia. Il che significa che le emozioni che proviamo ci formano e ci plasmano nel momento stesso in cui le viviamo e continuano a farlo nel ricordo, nel continuo processo di rielaborazione di un evento nel tempo che è il meccanismo attraverso il quale il cervello organizza le informazioni in esso immagazzinate.

© Postcard from Italy Wedding

La memoria, evidentemente, non è stata progettata dalla natura per essere una registrazione fedele del passato. Ci fornisce, piuttosto, informazioni, spesso vere ma talvolta imprecise, per costruire delle storie. Come disse una volta la poetessa americana Marie Howe: “La memoria è un poeta, non uno storico”. Ricordare è come raccontare una storia.” (Giulio Maira “Il cervello è più grande del cielo”).

Trovo questo legame tra il ricordo e il racconto di una storia, la nostra, davvero affascinante e interessante da esplorare. È possibile agire su quel che ci accade per costruire scientemente i nostri ricordi e, di conseguenza, quello che saremo in futuro (ovvero la persona che i ricordi plasmeranno nel tempo)? Sono profondamente convinta che lo facciamo continuamente, coscientemente o meno. Pensateci: ci raccontiamo continuamente una storia della quale siamo i protagonisti, ma sta a noi scegliere cosa raccontare, quali istantanee scegliere per farlo, quali emozioni suscitare attraverso questa storia.

Wow, no?

E se volessimo davvero fare della nostra vita un esperimento di creazione di ricordi meravigliosi impegnandoci a rendere ogni istante un capolavoro? E se nei momenti più importanti suggellassimo questo patto con noi stessi con scelte che siano rituali propiziatori? Gesti, attenzioni particolari, stimoli sensoriali studiati per creare esperienze positive e uniche?

@ Giui

Sono fermamente convinta che la musica agisca a un livello più o meno conscio in questo senso. Tant’è vero che può dare una svolta a una giornata no nel tempo che serve per mettere a tutto volume la nostra canzone preferita.

Nella vita di ogni giorno la musica è ovunque: è la radiosveglia che ci fa alzare al mattino, è il sottofondo della doccia che non possiamo fare a meno di canticchiare, è alla radio nel tragitto che ci porta sul posto di lavoro, è un sottofondo più o meno costante in tanti uffici e negozi, è la colonna sonora di una pausa pranzo di relax al parco, è la fedele compagna delle nostre attività sportive, è l’alleata che crea l’atmosfera di una serata romantica o di una serata dedicata alla cura di noi. Sottolinea i momenti speciali e amplifica le emozioni che viviamo. La musica è intessuta strettamente nella trama della nostra vita ed è, quindi, ovvio e naturale che rappresenti anche uno stimolo sensoriale preferenziale per l’innescarsi del processo del ricordo.

È da tutte queste riflessioni che è nato il progetto “Istantanee” sui nostri social, partito ufficialmente il 26 giugno 2020 e conclusosi con la fine di luglio. Con questo progetto abbiamo voluto tradurre la nostra concezione della musica in un piccolo microcosmo nel quale perdersi per ritrovarsi. Un microcosmo fatto di storie, visioni, emozioni e note. Un microcosmo multidimensionale che è racconto vivo e che, per essere completo, ha bisogno dello sguardo di chi lo legge, lo guarda e lo ascolta facendolo proprio e dando vita alle emozioni che lo animano.

“Istantanee” è una canzone che abbiamo scelto tra quelle che ci sono state richieste per il nostro servizio #dedicACORda, una storia liberamente tratta dal testo del brano o dall’emozione che suscita in noi e uno scatto di una delle fotografe che hanno così gentilmente scelto di donarci una delle loro opere per chiudere il cerchio di questo progetto di condivisione.

Il progetto completo è una raccolta di racconti che sono ricordi possibili ricreati nella multidimensionalità dell’esperienza che il ricordo suscita in noi per sua stessa natura.

“Istantanee” è stata un’avventura, un progetto ardito e inedito per noi, un esperimento che speriamo possa convincervi del potere della musica e del ricordo.


Trovate tutti gli episodi di “Istantanee” da cui sono tratti gli scatti di questo post sul nostro canale Instagram e su Facebook.

Ringraziamo di cuore Agnese Spina, Valentina di Postcard from Italy, Giui, Sara D’Ambra, Gianpiera Conti di Goodlifeoclock, Gloria Soverini per l’entusiasmo, la cura e la partecipazione!

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